sabato 8 dicembre 2012

Tra Ghetto e Largo Argentina, passando per via Arenula

Pizzeria Arenula via Arenula, 76 (Trastevere-Ghetto-Largo Argentina)

Fonzie via Santa Maria del Pianto, 13 (Ghetto)
       http://www.facebook.com/Fonzieburgers?filter=3

English version below


C'è chi ci passeggia, chi ci parcheggia, chi ci fa shopping e chi ci visita le numerose chiese: il centro di Roma non è un centro solo, ma sono tanti, tanti come le teste pensanti di chi passa per di qua, turisti o romani che siano. Per quanto grande sia, è possibile probabilmente passare una settimana nella Città Eterna visitandone i numerosi vicoli, senza passare mai per gli stessi. A volte poi sembra di essersi persi, e magari persi lo si è davvero finché per magia spunta, alla fine di una via buia e silenziosa, il perenne frastuono del Lungotevere trafficato. Ebbene, in tutto questo labirinto di incroci e curve a gomito, sarà, ma per quanti sforzi si facciano è invece praticamente impossibile non passare per via Arenula. Sarà che ci passa il mitico 8, il tram che attraverso viale Trastevere vi porta fino a Monteverde; sarà che collega Largo Argentina con il suo Teatro al Lungotevere; sarà che costeggia il Ghetto Ebraico; saranno tante cose, fatto sta che via Arenula si trova proprio dove passa un mucchio di gente e, come tale, è un buon indirizzo anche per chi a Roma ci resta solo pochi giorni.
La notizia è che a via Arenula si mangia pure un buon take-away. Andate al numero 76 e varcate un'anonima porta di vetro, ciò che vi aspetta è decisamente migliore delle scarse premesse. Una prima occhiata vi suggerisce un indizio importante: il bancone di legno è una tavolozza di pizze multicolori, dove i più svariati ingredienti compongono delle piccole opere di fantasia e sapore. I gusti sono innumerevoli ed è anche impossibile elencarli con precisione, visto che cambiano di volta in volta. In foto ci sono porcini e salsiccia, crema al tonno e ciauscolo, ma a volerla dire tutta quel giorno tra le più invitanti figuravano anche zucchine e pesto, salmone e patate, pomodorini e bufala e ripiena alle verdure. Vedete un po' voi, ma vi avvertiamo: scegliere è dura. Fatevi una striscia di ognuna e non se ne parla più. Questo per lo sfizio degli occhi e del palato; ma la sostanza? C'è anche quella: a parte il divertimento di scegliere tra tutti gli abbinamenti, l'impasto della pizza lievita per le canoniche 48 ore, garanzia di digeribilità e leggerezza. E per i più golosi non mancano i fritti: crocchette e supplì, ma anche qualche polpetta di riso in bianco, con funghi, piselli o pollo. Li chiamano arancini, alla siciliana. Una passeggiata dopo pranzo? Se siete gattari, vi piacerà fare un saluto alla comunità di gatti di Largo Argentina: affacciatevi sulle rovine o nei pressi, qualcuno sicuramente si aggirerà in cerca di cibo o carezze. E state tranquilli, alcuni volontari si prendono cura di loro e sono 
trattati più che bene. 



Oppure attraversate la strada, passate un anonimo pub irlandese, e addentratevi nei vicoletti bui, che portano direttamente al cuore del Ghetto Ebraico, al Portico d'Ottavia. Qui non c'è solo arte e turismo; il Ghetto parla di una storia a volte piena di misteri, e altre piena di dolore, la storia di un popolo, quello ebraico, che a Roma diventa custode non solo della propria vita ma anche di quella della città. Pensiamo alla cucina: è qui che potrete assaporare una cucina romana di quelle più fermamente ancorate alla tradizione popolare e contadina, verità questa testimoniata dalla presenza di ristoranti celebri e blasonati, come Giggetto e la Sora Margherita. E' la cucina del cosiddetto "quinto quarto" (cioè delle interiora, il "quarto" dei poveri, quando ai ricchi spettavano i quattro quarti delle carni più pregiate dell'animale), dei sughi spicci ma saporiti (carbonara, gricia e amatriciana su tutti) e delle crostate di frutta, soprattutto visciole, e ricotta. E poi è la cucina del vegetale "dal cuore tenero, che si veste da guerriero", come dice Neruda: il carciofo, che qui viene valorizzato da una tipica, gustosissima ricetta. Si chiama giudìa, a elogiarne la provenienza ebraica, e consiste nel friggere il carciofo intero finchè non diventa bruno e croccante. Giggetto celebra l'amato vegetale esponendolo, crudo e a mazzi, direttamente fuori dal ristorante, alla mercé di chiunque voglia fotografarlo nelle sue splendide sfumature in 
bilico tra il verde e il viola. 
La divagazione era d'obbligo, ma torniamo alla nostra primaria passione: il take-away. In uno dei vicoli del ghetto c'è persino una galleria d'arte che si chiama così, ma non siamo venuti qui per questo. A noi interessa la parte mangereccia del quartiere, che qui, oltre ai citati ristoranti, prende forma nei chioschi, nelle macellerie, nelle pizzerie, nelle pasticcerie kosher. Parecchi di loro vi proporranno cucina mediorientale, dai kebab ai falafel: ce ne sono un bel po', su via del Portico d'Ottavia. E non manca neanche il cartoccio di fritti, con il Re del Ghetto, il carciofo, anche in veste take-away. Questa volta però volevamo trovare qualcosa di un po' più speciale, che ci si è presentato, discretamente, allo svoltare di un angolo, dove prima c'erano gli Hare Krishna. Signore e signori, ecco a voi Fonzie, la prima Burger House interamente kosher di Roma! Un locale piccolo, nuovo nuovo (inaugurato a Novembre 2012), un lungo bancone, poche sedie, cucina ovviamente a vista e una mensola zeppa di bottiglie multicolori di birre artigianali, belghe e non solo. E poi loro, gli hamburger. Noi abbiamo scelto il più semplice di tutti per gustare appieno il sapore della carne. Si chiama 120, come i 120 grammi di ottima carne che compongono la polpetta. Per 5 euro scarsi, lo servono con pomodori, insalate e cetrioli, e le salse che scegliete voi: dal classico ketchup al più originale guacamole. E l'effetto kosher? C'è chi dice che il trattamento di salatura e dissanguamento subito dalla carne la renda di solito un po' dura. Qui, non si è avuta questa impressione. La carne macinata grossa era molto saporita, e la polpetta modellata spessa, così che l'interno è rimasto succoso e tenero. In effetti era "al sangue", con la differenza che con la carne kosher non si ha la sgradevole fuoriuscita di liquidi poco appetibili. Insomma locale assolutamente promosso, non solo per chi mangia kosher per motivi religiosi, ma un po' per tutti. Inoltre, se volete take-away il vostro hamburger, ve lo confezionano nella sua scatola con tanto di logo, che vi trasporterà in un secondo nel tipico stereotipo da telefilm americano.
Finite la passeggiata a Piazza Mattei, ornata dalla piccola, deliziosa Fontana delle Tartarughe, prima di riaddentrarvi nel traffico di Largo Argentina. Si è fatto buio? Allora ci sta bene un drink all'eccentrico Bartaruga, un po' radical chic, un po' estroso, ma a suo modo divertente. Se amate i libri, proprio a Largo Argentina si trova LaFeltrinelli più grande di Roma. Preferite dello shopping etnico? Allora il negozio La Chiave, con il suo assortimento infinito di mobili e accessori, è quello che fa per voi. Se invece cercate oggetti di design, stampe di quadri famosi e gadget di personaggi dello spettacolo e dei fumetti, per voi c'è nei paraggi uno dei negozi più belli di Roma: Linearia, a corso Vittorio Emanuele 5. Attenti a non farvi prendere la mano, o il portafogli vi si rivolterà contro indignato!

Di passaggio tra un quartiere e l'altro, se vi sentite un po' persi ma siete convinti che le migliori cose nascono dall'indecisione, pensate a chi ha fatto come voi: invece di fermarsi sulla comoda bambagia del punk-rock ha deciso di inaugurare la strada del post-punk. I Wire, ad esempio. Mentre svoltate l'ennesimo angolo fate suonare The 15th, vi sentirete meno soli. 




DA NON PERDERE: Pizzeria Arenula - i tantissimi, fantasiosi gusti di pizza!!!
Fonzie - il primo e per ora unico hamburger kosher a Roma!

English version below ------------------------------------------------------------


The very centre of Rome is what we can call a mixture of towns, as many as people passing by; from those who are here for shopping, to those who are here for visiting. In a complex labyrinth of narrow streets it's easy to get lost, and sometimes even pleasant: you can forget who you are and where you are going and dive for a moment in ancient times. Unfortunately, sooner or later you will probably end up on Lungotevere - for some reason, everybody does - and, packed with cars as it usually is, will roughly bring you back to reality. Crossing here and passing there, it's nearly impossible to avoid Via Arenula - the wide street that connects Largo di Torre Argentina with Lungotevere itself. It's maybe because you can catch the tram no. 8 here, which brings you directly to Monteverde via Trastevere, or it's because the Ghetto is within a stone's throw; it is what it is, but even though you're in Rome for a few days, it will sure happen to take a walk here. 
It's maybe good to know then, that there's also a nice pizzeria on the same street. Just walk a few minutes on the right side, coming from Largo Argentina, and the shop we're talking about is at number 76. Forget that glass door, its impersonal appearance hides a treasure that will satisfy your soul and appetite. The first image you get is that long wooden counter, covered up with a palette of coloured pizza. Any of them is an amazing combination of flavours that make it a small yet precious masterpiece. They are countless and change often, so it's impossible to provide an exhaustive list here. That particular day we had tuna mousse, mushrooms and sausage, and ciauscolo, but among the most appealing ones there were zucchini & pesto, bufala & cherry tomatoes or smoked salmon & potatoes. Really hard to make up one's mind, isn't it? Taking a slice of each is probably the only solution. By the way, you have your right fare of fun by choosing among all of these... but what about the dough? We assure it's not only a feast for your eyes, as even the dough is a top one: the canonical 48 hours leavening is respected, so the pizza will turn out light and crunchy. If your appetite is huge you have also some fritters to choose from: supplì and crocchette are available as long as what they call, Sicilians-like, arancini: riceballs as well, but with no tomato sauce and some different filling instead (green peas & mushrooms, or chicken).
Fancy a walk after lunch? If you have a thing on cats, then be aware that the biggest community of stray cats in Rome is located just on the ruins in the middle of Largo Argentina: take a walk around, you will surely meet some of them sleeping, or waiting to be pampered. And relax: a bunch of volunteers is taking care of them! However, if you are looking for some cultural or historical visit, from the pizzeria just cross via Arenula and take one of the narrow streets in front of you: they all bring to the heart of the Jewish Ghetto, and one of its symbols, Portico d'Ottavia. The story of this area is the sad story it has in common with every Jewish Ghetto in Europe. We all know what we mean, no need to give more details. In Rome, though, the Jewish community is also the guardian of an important aspect of Roman culture. In fact, it's in the Ghetto that Roman gastronomy finds some of its more representative expressions. A couple of well-known restaurants like Giggetto and Sora Margherita (in the picture) stand like the proof of it: it's the most genuine, hearthful cuisine of Rome, the one of "quinto quarto", of carbonara, amatriciana and gricia, of crostata di ricotta e visciole (ricotta and cherry tart). And this is also the area where the King of roman vegetables, carciofo (artichoke) is celebrated with a typical Jewish recipe (giudìa, in Italian): a whole artichoke, deep fried until is golden and crispy. 
We are into take-away, so we don't indulge more on restaurants, but the digression was necessary. First, we realized that there is even an art gallery called Take-Away (we couldn't miss the chance to take a pic!). That's a good sign. Proceeding on via del Portico d'Ottavia, there are many shops that offer a wide range of typical food such as falafel and kebab, although the famous carciofo is available too. We passed over in search of a more special one. Ta-da! We found the brand-new, unique Fonzie: the first burger house in Rome whose special feature is kosher meat. No better choice in a Jewish Ghetto! We had the very plain one - 5 euros, a fair price for a medium patty, served in a sesame bun with salad, tomato, cucumber and the sauce of your choosing (mayo, ketchup, tahin, or guacamole). We were just wondering how a kosher meat would work in a burger, and we have to admit that it works quite well. The kosher treatment includes washing and blood extraction, which allows you to have it rare but avoiding some unappealing liquids coming out. Look at the pictures above, how deliciously pink it looked. Thirsty? The shelf over you shows a great variety of craft beers, including some special ones. The logo-ed box and paper bag are the usual confection if you choose to take it away: it made us feel like we were in an American movie! (Yes, try to understand that having burgers in Italy is quite uncommon...).


Leaving the Ghetto, stop in the lively piazza Mattei. In front of the tiny, beautiful Fontana delle Tartarughe, you can have a drink at the eccentric Bartaruga, a bar where all the bohemians have their rendez-vous. 
Feeling the shopping mode on? The huge bookshop LaFeltrinelli - the biggest in Rome - have tons of books even in foreign languages; a few meters away, La Chiave is packed with ethnic accessories and furniture, while on Corso Vittorio Emanuele no. 5 Linearia, one of the most beautiful shops in Rome, will amaze you with its design masterpieces, gadgets and prints of renowned artists' works. Perfect for your souvenirs, yes, but quite pricey!

The perfect soundtrack: leaving the old path to take a new one? Your perfect match would be the one that left punk behind to give a start to post-punk. The Wire, for instance. Put on The 15th, you'll be in good company.

Highlights: countless kinds of pizza and the first kosher burger in Rome!



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